mercoledì 6 settembre 2017

ICNotte: è giusto che lo Stato spenda milioni per treni che viaggiano vuoti?

Probabilmente in Europa l'Italia è ancora uno dei pochi paesi a far circolare treni-notte.
Un residuo del novecento, quando non esistevano i voli low-cost e servizi di pullman veloci come Flixbus o BusitaliaFast.
Un residuo del novecento con tutto il fascino che può offrire il vintage: treni del sole che in 24 e più ore collegavano la Sicilia con il nord Italia.


In questi giorni, che seguono la firma del CdS fra MIT e Trenitalia per il servizio universale assistiamo all'ennesima battaglia di retroguardia che mira a conservare treni desueti e frequentati da poche centinaia di viaggiatori a fronte di costi di esercizio enormi (traghettamenti, numeroso personale a bordo, servizi di presidio Polfer a bordo).
Leggiamo esterrefatti:

«Dopo la storica mobilitazione dei cittadini siciliani e calabresi che nel 2015, con il movimento “IL FERRIBOTTE NON SI TOCCA”, si opposero alla soppressione dei treni a lunga percorrenza, Governo e Ferrovie, dietro gli apparenti “passi indietro”, hanno continuato a sferrare attacchi sistematici alla continuità territoriale, nonostante gli impegni ufficiali e le promesse di rilancio del trasporto ferroviario.
Nei fatti i treni da e per la Sicilia e le navi adibite al trasporto ferroviario sono sempre di meno, le infrastrutture abbandonate a se stesse, manutenzioni praticamente inesistenti, fino ad aggi hanno mantenuto un servizio essenziale con materiale vetusto, convogli ferroviari ampiamente in disuso nel resto d’Italia sono destinati alla continuità territoriale da e per la Sicilia, treni viaggiatori assimilabili a carri bestiame restano riservati al profondo sud mentre nel resto d’Italia si viaggia ad alta velocità.
Il chiaro obiettivo era quello di rendere il servizio inefficiente e poco fruibile per poi eliminarlo con un colpo di spugna, dietro l’annunciata soppressione dei treni notte 1954 – 1956 – 1957 – 1955 nelle tratte Palermo/Siracusa/Roma a far data 1 ottobre 2017, si cela il disegno di taglio definitivo dei treni a lunga percorrenza, non a caso il Governo da tempo ha sospeso anche le sovvenzioni per i mezzi veloci in forza a Bluferries che operano fra Messina e Villa S.Giovanni, le risorse pubbliche destinate all’ex Metromare sono state orientate, quasi totalmente, verso la flotta veloce dell’Armatore privato Morace che garantisce il collegamento marittimo dei pendolari fra Messina e Reggio Calabria mentre le monocarena di Bluferries torneranno in forza a RFI che dovrà garantire il servizio di traghettamento veloce dei pedoni senza sovvenzioni aggiuntive, sottraendo risorse significative alla continuità territoriale.
Il progetto ormai è chiaro anche ai non addetti ai lavori: è già confermato il trasferimento delle navi veloci da Bluferries a RFI che per mantenere il servizio dovrà togliere risorse alla continuità territoriale nella forma treno su nave, pertanto arriva puntuale la soppressione dei treni notte da parte di Trenitalia (meno treni – meno navi) e per attraversare lo Stretto presto ai passeggeri non resterà che scendere dal treno, imbarcarsi a piedi nei mezzi veloci e riprendere il treno nella sponda opposta, ecco realizzata la “rottura del carico” che nel 2015 il Ministero dei Trasporti, con la complicità del Governo Regionale Siciliano, provò a imporre ai cittadini che si opposero con la forte mobilitazione del 14 febbraio.
È rimasto inascoltato il grido d’allarme che queste Organizzazioni Sindacali lanciarono nel mese di agosto u.s., adesso che il taglio dei treni notte è stato ufficializzato, da altri versanti sindacali si tenta di ripiegare chiedendo i soliti tavoli tecnici con la politica che non porteranno a nulla, è dimostrato che l’unico sistema per sensibilizzare il Governo verso le esigenze dei siciliani è la mobilitazione dei lavoratori affiancati dai cittadini, pertanto ORSA, UGL e FAST in data odierna hanno attivato le procedure di raffreddamento e si preparano a una nuova stagione di lotta a difesa del servizio essenziale garantito dalla Costituzione».

Questa la risposta di Trenitalia:
"Non è vero che Trenitalia si accinge a cancellare i collegamenti Intercity Notte tra la Sicilia e Roma, come è stato scritto e annunciato nei giorni scorsi da alcuni media.
Anche i timori espressi oggi al riguardo in una nota sindacale meritano alcune precisazioni. 
L'ipotesi su cui si sta ragionando con il Ministero dei Trasporti, committente e finanziatore insieme al MEF di questo servizio, è la possibile rimodulazione dell’offerta: dalle attuali  quattro corse (due Intercity Notte Roma - Sicilia e due Sicilia – Roma) a due corse giornaliere, una da e una verso l’isola, sempre con partenze da Siracusa e Palermo in due sezioni che si congiungono e disgiungono a Messina.
L'unica motivazione che spinge verso questa possibile opzione è un utilizzo più razionale delle risorse pubbliche, considerato che nei primi otto mesi dell'anno la capienza di questi treni, fatti salvi alcuni giorni, non solo non è mai stata saturata, ma i treni hanno viaggiato con ben più della metà dei posti vuoti.
La rimodulazione prevedrebbe l’accorpamento dei due treni in un unico convoglio a composizione maggiorata (con più vetture e una capienza di 792 posti) in grado non solo di soddisfare ampiamente la domanda espressa fino a oggi, ma di assorbirne ancora altra, e in abbondanza. In ogni caso, nei periodi dell’anno dove la domanda è solita crescere (periodo estivo, festività natalizie e pasquali), d’intesa con il MIT, sarebbe predisposta un’offerta straordinaria ad hoc. 
Non trovano quindi giustificazione i timori su un taglio graduale dei collegamenti di media/lunga percorrenza da e per la Sicilia. Anzi, proprio il nuovo Contratto di Servizio fra lo Stato e Trenitalia ha individuato e assicurato le risorse finanziarie necessarie a preservare il perimetro dei cosiddetti Servizi Universali, i cui ricavi da tariffe non sono sufficienti a coprire i costi di effettuazione, prevedendo anche maggiore qualità per tutta l’offerta Intercity Giorno e Notte, compresa quella che interessa l’isola".

Nota
Ci auguriamo che il MIT confermi la decisione di Trenitalia e che da ottobre si proceda alla razionalizzazione dell'offerta di treni notte in tutto il Paese.
Quei chilometri recuperati saranno molto più utilmente svolti laddove esiste una tangibile domanda di trasporto che risponde ai requisiti di universalità,ovvero trasporto di migliaia di lavoratori e studenti verso il proprio luogo di lavoro o di studio.
E' ora che venga profondamente ridiscusso il concetto di trasporto universale.
In anni di risorse misurate è infatti allucinante che un Ministero finanzi treni non utilizzati per ragioni di lavoro o di studio bensì per spostamenti turistici.
Per noi trasporto universale finanziato deve significare trasportare migliaia di lavoratori e di studenti ad un prezzo sostenibile, indipendentemente dalla categoria di treno, sia esso un Regionale, un Intercity o un Frecciarossa. Il trasporto universale dovrebbe occuparsi di quelle centinaia di lavoratori costretti a pagare un abbonamento AV cifre insostenibili (500 o 600 euro al mese) allargando i propri confini dagli attuali IC ai treni a mercato attraverso il preacquisto del 15% dei posti su determinati convogli riservandoli (a prezzo calmierato) ad abbonati lavoratori e studenti.
E crediamo che il sindacato dovrebbe difendere questi lavoratori che oggi sono costretti a investire una quota enorme del loro stipendio in un abbonamento, non fare battaglie di retroguardia e difendere un concetto di trasporto universale desueto che paradossalmente finisce per offrire biglietti ferroviari a prezzo politico a migliaia di turisti italiani e stranieri!