mercoledì 13 settembre 2017

Una prima riflessione sulle dimissioni del Consiglio di Amministrazione di Trenitalia

Oggi abbiamo appreso:

Trenitalia, lascia l’ad MorganteSi dimette l’intero consiglio


E' presto per commentare questa notizia, mancano infatti elementi importanti relativi alle motivazioni che hanno portato a questa incredibile decisione e non ci possiamo accontentare di rumors o supposizioni.
Però, da subito, desideriamo sottolineare due punti:
- di Barbara Morgante abbiamo apprezzato l'onestà, la disponibilità, la competenza, la franchezza e la signorilità. La nostra sensazione è che in questi due anni non tutto il management di Trenitalia abbia supportato e difeso l'azione della AD. E forse le strategie della capogruppo Ferrovie dello Stato Italiane hanno cominciato a divergere da quelle della controllata Trenitalia con una sempre più accentuata presenza nel tpl e in altre forme di trasporto come i bus a lunga percorrenza. Nuove presenze che, peraltro il cliente non ha assolutamente usufruito come integrate con il core business tradizionale dei treni.
- L'ipotesi di spin-off delle Frecce da Trenitalia è per noi delirante. Forse uno dei motivi della diminuzione dei ricavi dal settore a mercato risiede nella mancata interazione fra tutta l'offerta di Trenitalia. Da anni assistiamo infatti ad assurde differenziazioni di offerta e di trattamento dei clienti fra il segmento Frecce e i segmenti sussidiati da contratti di servizio (regionali e IC), a scarsissima integrazione di orari e coincidenze, all'assenza di integrazione tariffaria fra i due segmenti. Alla faccia del vero fattore competitivo che Trenitalia poteva e può offrire al cliente rispetto al competitor, ovvero ad una presenza capillare su tutto il territorio nazionale.

In attesa di capire meglio quali saranno le reali strategie del Gruppo FSI (e di riflesso quelle di Trenitalia) sarebbe interessante conoscere l'orientamento del governo e del ministro Delrio su quotazione in borsa (di cosa?), su spacchettamento, su strategie industriali.
Infine, noi ci auguriamo che le competenze di Barbara Morgante possano ancora essere messe a disposizione del trasporto ferroviario italiano.